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28 Luglio 2011 ARCHEOLOGIA
di Aezio ilfattostorico.com
Le statue di due guerrieri maya
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Le iscrizioni geroglifiche incise sui loro perizomi e sul petto dicono che i guerrieri appartenevano alla città di Copan, dice l'archeologo Juan Yadeun.

Secondo Yadeun, questo ritrovamento dimostra che i guerrieri di Copan aiutarono quelli di Palenque durante la guerra, durata 26 anni (688-714 d.C.), contro Tonina per il controllo del fiume Usumacinta, che oggi delimita il confine tra Messico e Guatemala.

Molti esperti hanno indicato nelle guerre interne o nel degrado ambientale le possibili cause della caduta dei Maya, a partire all'incirca dall'anno 820 d.C.

Le iscrizioni mostrano inoltre che i prigionieri furono usati come offerte insieme a fuoco e "incenso" durante una celebrazione presso il campo intorno all'anno 695. Spiega Yadeun: "I prigionieri di Copan vennero forse utilizzati durante il rituale di inaugurazione della seconda fase di abbellimento del campo da gioco, in modo da poter dare 'vita' alla struttura", 'consacrata', dice, alle battaglie e alle vittorie di Tonina nel corso della guerra.

David Stuart, uno specialista di epigrafia maya presso l'Università del Texas a Austin, non concorda sulle conclusioni di Yauden.

"Non viene fatto alcun riferimento a Copan", dice Stuart. "Forse ci sono altre prove di cui non sono ancora a conoscenza, ma queste due statue si riferiscono a prigionieri già noti da altre iscrizioni a Tonina, e ho il sospetto che siano dei locali della regione del Chiapas".

Per Stuart lo scopo principale delle sculture era quello di commemorare una dedica del campo da gioco a Tonina il 27 giugno 696.

"Il prigioniero raffigurato nel ben conservato ritratto venne catturato il 2 ottobre 692. Penso sia una buona prova che, come altri importanti prigionieri dell'élite, probabilmente veniva tenuto in vita per un certo tempo prima di essere sacrificato", ha aggiunto Stuart.