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5 Dicembre 2006 ARCHEOLOGIA
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Torna alla luce sarcofago di San Paolo apostolo
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CITTA' DEL VATICANO - Nuovi dati di ricerca confermano che è effettivamente la tomba di San Paolo apostolo il sarcofago portato alla luce dagli scavi archeologici sotto la basilica romana di San Paolo Fuori le Mura, condotti dagli archeologi dei Musei Vaticani. Sotto l'altare maggiore è stato infatti trovato un sarcofago di età romana, esattamente sotto l'epigrafe "Paulo apostolo mart", da sempre visibile alla base dell'altare.

I lavori che hanno condotto all'importante scoperta storica saranno presentati nei prossimi giorni in Vaticano: lunedì alle 11:30, nella sala stampa della Santa Sede, è prevista una conferenza stampa cui interverranno il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete di San Paolo fuori le Mura, l'archeologo Giorgio Filippi, direttore degli scavi, e l'ingegner Pier Carlo Visconti, delegato per l'amministrazione della basilica. Verrà dato conto, a livello scientifico, degli esiti degli ultimi itinerari di ricerca.

Il sarcofago, sul coperchio, ha un buco di una decina di centimetri tappato sul fondo solo da un po' di malta. Si tratta di una feritoia concepita all'epoca per mettere in comunicazione le reliquie con l'altare, ma anche per introdurre pezzi di tessuto che a contatto con la salma diventavano a loro volta reliquie.

"Quello che abbiamo scoperto è un sarcofago o un contenitore di reliquie - aveva commentato Filippi all'epoca del ritrovamento, quando già emergeva con tutta probabilità che si trattasse della tomba di San Paolo. Siamo certi che nel 390, all'epoca dell'ampliamento della basilica costantiniana da parte dei tre imperatori Teodosio, Valentiniano II e Arcadio, fosse ritenuto dell'apostolo Paolo".