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18 Aprile 2006 ARCHEOLOGIA
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GLI SCAVI DI CANA INTENDONO RIVELARE IL MIRACOLO
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KAFR CANA – Cana, il villaggio dell´antica Galilea dove il Vangelo narra che Gesù mutò l´acqua in vino, è oggetto di un´indagine archeologica, che spera di riportare alla luce le sue rovine prima che siano polverizzate da nuovi lavori di costruzione.

Il sito, è situato nei pressi di Karm-a-Ras, un pendio pittoresco, punteggiato da piante d´ulivo risalenti al XIV e XV secolo. Sovrasta una florida area agricola, parte della quale potrebbe essere convertita in un parco archeologico.

Molte delle case di Cana contengono bagni rituali e contenitori di pietra ad indicare che i suoi abitanti erano Ebrei della Galilea, al tempo del miracolo descritto dal Vangelo di Giovanni. Non sono stati trovati contenitori di vetro d´importazione, un fattore che attesta la sua identità ebraica ed il contesto economicamente modesto.

Ciò potrebbe spiegare perché, nel corso del matrimonio citato nel Vangelo, il vino finì dopo soli tre giorni, sebbene i festeggiamenti sarebbero dovuti durare una settimana.

Il primo miracolo di Gesù è descritto in Giovanni 2:1-10.

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "non hanno più vino". Poco lontano si trovavano sei giare di pietra, del tipo usato dagli ebrei per i bagni cerimoniali. Gesù disse allora ai servi di riempire le giare d´acqua, "fino all´orlo". Quindi disse ancora: "Ora attingete e portatene al maestro di tavola." Loro lo fecero, ed il maestro di tavola assaggiò l´acqua che si era mutata in vino.

Yardenna Alexandre, un´archeologa israeliana formatasi in Inghilterra, ha scavato il sito che lei associa ad un villaggio dell´era romana nel quale si dice che sia accaduto il miracolo.

Ricercatrice presso l´Istituto di Archeologia all´University College di Londra, ha condotto uno scavo di recupero della durata di un mese, nel corso del quale sono state trovate 11 ampie giare da conservazione. Erano state riposte in un ripostiglio sotterraneo, scavato nel letto di roccia dagli abitanti del villaggio, probabilmente per sottrarle alle legioni romane del futuro imperatore Vespasiano. Le giare, in perfette condizioni, contenevano per lo più grano o altro tipo di frumento.

I nascondigli a forma di igloo erano collegati ad un tunnel che si apriva su un´ampia fossa, con un´apertura nascosta ad un´estremità per consentire la fuga.

La Alexandre ha voluto sottolineare che il suo lavoro scientifico non è stato motivato dal miracolo associato a Cana.

"L´archeologia non può dimostrare o confutare i miracoli" ha dichiarato. "Ma può offrire un background realistico alla narrazione evangelica...

"La mia visione è che il resto del sito sarà scavato e diverrà visibile ed accessibile a pellegrini e turisti di tutto il mondo, interessati a vedere come era Cana al tempo di Gesù" ha dichiarato Alexandre.

Mentre le giare trovate non erano usate per conservare acqua, ha dichiarato di trovare plausibile che Gesù abbia visitato una povera città come Cana, evitando la molto più prospera Sepphoris poco lontano. "Sepphoris apriva i suoi portali ai romani" ha dichiarato.

Il villaggio dell´era romana di Cana, fu costruito sulle rovine di un insediamento dell´età del Ferro, datato al 1, 000 a.C. La maggior parte delle sue strutture risale al tempo in cui il regno dei Re Davide e Salomone fu diviso nel Regno Meridionale di Giudea ed il Regno Settentrionale di Israele.

L´antica città fu distrutta nel IX secolo a.C., probabilmente dagli armeni che regnarono quindi su Damasco, e sulla Siria. L´antica Cana fu ricostruita prima della fine del IX secolo.

Per il I secolo d.C., la sua economia era basata sull´agricoltura, ed i cristiani vivevano insieme agli ebrei, spiega la Alexandre, che ha usato monete e ceramiche per la datazione al carbonio. Ma nel IV secolo le due comunità si divisero.

Il sito originario fu abbandonato nel V secolo, e poco lontano si sviluppò il villaggio di Kafr Cana – oggi una piccola città.

La città moderna fu in prevalenza cristiana durante il XIX e XX secolo, un periodo in cui furono costruite diverse chiese Greche Ortodosse e Romano Cattoliche per commemorare il primo miracolo di Gesù. Per la fine del XX secolo, però, iniziò ad attrarre un numero crescente di residenti arabo-musulmani che al momento eccedono i Cristiani.