sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
31 Marzo 2006 ARCHEOLOGIA
EurekAlert!
NUOVE SCOPERTE SULLA "GROTTA DI GIOVANNI BATTISTA"
FOTOGALLERY
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Nuove scoperte indicano la grotta di Giovanni Battista come un sito importante al tempo di Isaia.

Completando gli scavi alla Grotta di Suba in Israele – un sito archeologico probabilmente collegato a Giovanni il Battista o a gruppi di ebrei del suo tempo – ha rivelato elementi che infittiscono il mistero sulle antiche origini del sito, secondo l´archeologo James D. Tabor dell´Università del North Carolina a Charlotte, direttore associato dello scavo.

Il sito fu portato all´attenzione internazionale nel 2004, con la pubblicazione di "The Cave of John the Baptist", controverso libro dell´archeologo israeliano Shimon Gibson, direttore del sito. I collegamenti iniziali con Giovanni il Battista erano basati su alcuni antichi disegni cristiani sulle pareti della grotta, come anche sulla posizione della stessa grotta presso Ein Kerem, il luogo di nascita di Giovanni.

Ora, scavi più recenti indicano la possibile esistenza di una seconda grotta, ancora intatta, a suggerire che l´area potrebbe essere stato in realtà un complesso per scopi ancora da determinare già nell´Età del Ferro.

Nel suo libro del 2004, Shimon Gibson trattò la scoperta della grotta e le riserve sotterranee di Suba, 15 miglia ad ovest di Gerusalemme, concentrandosi sul fatto che il sito era stato usato in modo particolare durante il primo periodo romano, al tempo di Giovanni Battista e di Gesù. In particolare, la scoperta di livelli stratificati del I secolo d.C. di migliaia di cocci di piccoli contenitori di ceramica, tutti apparentemente rotti per scopi rituali, aveva condotto Gibson a pensare che la grotta fosse un sito per rituali battesimali, probabilmente condotti da Giovanni il Battista, o dallo stesso Gesù, o da altri gruppi ebrei che praticassero riti di purificazione di simile natura. Verso la fine dello scavo alla grotta, Gibson ha trovato anche evidenze che l´ampio deposito d´acqua (lungo 24 metri largo 4 e profondo 5) scavata direttamente nel gesso, fu costruita originariamente nel VII secolo a.C., circa il tempo di Isaia. Poiché la grande grotta era stata incisa professionalmente nella roccia viva, Gibson aveva concluso che dovesse essere stato un progetto realizzato durante il Regno di Giuda. Non essendo convenientemente situata in un´area urbana (la città più vicina, Suba, a più di un km di distanza) e poiché conteneva elementi non compatibili con la conservazione o il deposito di liquidi (la sua forma insolita e le ampie scale che discendevano sino all´acqua), Gibson ha teorizzato che la sua funzione originale potrebbe avere compreso rituali di purificazione delle acque.

Negli scavi più recenti del Marzo 2006, un team di studenti della Charlotte University, diretto da Gibson e Tabor, ha scoperto un corridoio esterno che conduce a quella che sembrerebbe una nuova grotta. Il corridoio risulta ingombro di depositi che si datano all´età del Ferro (entro 100 anni dall´originale costruzione del sito) e conduce direttamente nelle profondità del fianco della collina.

"Proprio la scorsa estate abbiamo trovato nuove pozze d´acqua all´esterno e sopra la grotta - ed un corridoio, che i nostri scavi più recenti mostrano condurre in quella che, a questo punto, consideriamo una nuova stanza" ha dichiarato Tabor.

Tabor nota che se il corridoio conducesse ad una grotta, il sito (a sinistra una visione aerea) sarebbe stato perfino più esteso al tempo di Isaia che a quello di Gesù. "L´entrata, se di un´entrata di tratta, è bloccata da detriti dell´Età del Ferro, così deve essere caduta in disuso piuttosto presto dopo la costruzione, e questo è un altro mistero" nota Tabor. "Perché costruire qualcosa di tanto imponente, per poi smettere di usarlo in poche centinaia di anni?"

Nello scavo recente, il team ha scoperto sette piloni di pietra grezza nel mezzo del corridoio.

"Non abbiamo idea della loro funzione" ha precisato Tabor. "Potrebbero essere pietre di cava, ma il fatto che li abbiano lasciati eretti nel corridoio deve avere una ragione."

Tabor vede le nuove scoperte come prove ulteriori del significato passato e storico del sito di Suba.