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28 Novembre 2005 ARCHEOLOGIA
Haaretz.com
CELLE DI UN´ANTICA PRIGIONE DISSOTTERRATE ALLO SCAVO DI TIBERIADE
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Lo scavo al complesso archeologico della basilica, nella parte orientale della città di Tiberiade, ha recentemente rivelato due piccole camere, che si ritiene fossero usate come celle di custodia per i prigionieri che aspettavano il processo.

Le celle sono situate sotto il livello del principale edificio amministrativo, la basilica. E´ questo particolare a sostenere la teoria che servissero come celle di custodia, dove folle di prigionieri attendevano il giudizio. Ogni cella misura 1.8 per 2.7 metri, e 2.7 metri di altezza. Le pareti sono estremamente spesse, con le mura esterne (1.1 metro di spessore) contenenti due strette aperture sulla piazza della città. Le fessure presumibilmente offrivano ventilazione, ed una serviva coma passaggio per il cibo.

"Il cibo era portato dai membri della famiglia" ha dichiarato il Prof. Yizhar Hirschfeld, dell´Università Ebraica di Gerusalemme, che dirige lo scavo. "Il regime negava ogni responsabilità per le sorti del prigioniero."

Hirschfeld ha spiegato che nel passato non esistevano le carceri per via dei costi di manutenzione, così gli accusati venivano puniti con la morte, o nei casi migliori, sfigurati. La pena di morte era una soluzione non costosa, che offriva un divertimento per le folle ed un deterrente per i malintenzionati. I fortunati erano condannati ai lavori forzati nelle miniere d´argento e rame.

Sono stati scoperti stretti sedili per tutta la lunghezza delle celle. Si può solo immaginare quello che i prigionieri dovessero sperimentare quando attendevano il processo nella calura soffocante dell´estate di Tiberiade. Alcuni potrebbero avere atteso lì per mesi l´arrivo del governatore, nel caso di un processo complicato.

La scoperta è stata effettuata da alcuni volontari delle Ambasciate inglese ed americana. Poco dopo che i tre volontari hanno ultimato la rimozione dei detriti dalla cella più orientale e iniziato a rimuovere quelli della cella occidentale, altri volontari hanno trovato una moneta sotto il gesso del pavimento. Hirschfeld ritiene che la moneta possa essere appartenuta ad uno degli operai che posarono il pavimento. Un partecipante allo scavo ha ipotizzato che potesse invece essere appartenuto ad un "colletto bianco" in attesa di giudizio.