Lo studio e lo sfruttamento pratico dell'antimateria sono sempre stati considerati più fantascienza che realtà. Manipolare l'antimateria non è di certo facile: non ci sono soltanto spiacevoli problemi di annichilimento con la materia tradizionale, ma anche la conservazione rappresenta un ostacolo imponente. Conservare antimateria per periodi di tempo più lunghi di qualche frazione di secondo è fino ad ora stato un sogno per i fisici di tutto il mondo.
Grazie ai ricercatori del CERN e allo strumento Antihydrogen Laser Physics Apparatus (ALPHA), questo sogno si fa sempre più reale. Il team è stato in grado di conservare atomi di anti-idrogeno per 1000 secondi (circa 16 minuti), un tempo 10.000 volte superiore al precedente record di conservazione dell'antimateria.
Il precedente record di conservazione appartiene allo stesso apparato del CERN: giusto l'anno scorso, i ricercatori sono stati in grado di intrappolare 38 atomi di anti-idrogeno per 172 millisecondi.
Per conservare l'antimateria (cosa che consiste fondamentalmente nel mantenerla separata dalla materia tradizionale), il team del laser ALPHA ha sfruttato una "gabbia magnetica", uno schema di campi magnetici in grado di mantenere separata l'antimateria dalle particelle normali.
Questo approccio ha consentito fino all'anno scorso di intrappolare l'antimateria per brevissimo tempo. Ha rappresentato di certo un significativo passo avanti, ma non permette di studiare efficacemente l'antimateria.
Il "trucco" utilizzato per ottenere il nuovo tempo da record è stato essenzialmente quello di raffeddare gli antiprotoni utilizzati per creare l'anti-idrogeno, abbassando i livelli energetici all'interno della gabbia magnetica.
Il problema con i test precedenti, infatti, risiedeva proprio nell'energia degli anti-atomi, che consentiva loro di fuggire dalla nube di antimateria controllata magneticamente.
Il traguardo che i ricercatori si pongono è quello di poter intrappolare l'antimateria per un periodo indefinito di tempo. Questo consentirebbe alla scienza di scoprire informazioni preziosissime sull'antimateria, e di effettuare per la prima volta la comparazione tra lo spettro dell'idrogeno e quello dell'anti-idrogeno, confrontandone le eventuali differente o somiglianze.
Immagino già la faccia piacevolmente stupita (se non addirittura eccitata) di tutti gli scienziati del mondo. La conservazione dell'antimateria, lo studio più approfondito della sua natura e delle interazioni con la materia che conosciamo ci permetterà di formulare modelli fisici sempre più accurati, e di raggiungere nuovi e affascinanti traguardi tecnologici.
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