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1 Agosto 2005 ARCHEOLOGIA
Geotimes
FIUMI DI DATI CODIFICANO I CICLI DEL NILO
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I climatologi hanno già raccolto abbastanza dati dal Fiume Nilo e rivelato una connessione tra i percorsi nei cicli dei livelli delle acque ed i percorsi dell´Oceano indo-pacifico. Ma ampi vuoti nei dati, specie dopo il 1470 d.C. avevano lasciato l´analisi incompleta. Ora, Michael Ghil, un geofisico dell´Università di California, Los Angeles, ha sviluppato con i suoi colleghi quella che chiama una tecnica avanzata per riempire i vuoti. Analisi dei dati, pubblicati nel numero del 24 maggio di Geophysical Research Letters, hanno rivelato evidenze di un ciclo di sette anni che i ricercatori dicono possa essere influenzato dall´oceano del Nord Atlantico.

Ghil, al lavoro con Dmitri Kondrashov, autore principale, e Yizhak Feliks, attribuisce il credito dell´idea a Feliks, che ha pensato alle possibili connessioni bibliche dopo avere ammirato un mosaico del periodo bizantino che fu creato un secolo o due prima dell´inizio dell´inondazione del Fiume Nilo nel 622 d.C. Questo mostra un uomo che segna su una colonna, chiamata "nilometro" – il più alto livello raggiunto quell´anno dal fiume Nilo.

I locali monitorarono di continuo i livelli dell´acqua per i successivi 1, 300 anni, perché il Nilo influenzava direttamente il loro stile di vita ed i raccolti. Inondazioni annuali estive coprivano la regione, e quindi recedevano, lasciando dietro sé suolo arabile per i raccolti invernali. I dati risultati, tra i più antichi dati climatici disponibili, hanno un grande interesse per i climatologi. "I popoli hanno analizzato tali dati per un lungo tempo, fino all´inizio del XX secolo" ha dichiarato Ghil.

L´insieme dei dati, ad ogni modo, estensivo come appare, non è scevro di problemi. Di solito, mentre si lavora con dati climatici storici, esiste un maggior numero di vuoti all´inizio. Ma per i dati nel Nilo, i primi dati tra il 622 d.C. e 1470 d.C. sembrano essere pressoché completi. Dopo il 1470, invece, mancano decenni di dati, e le registrazioni terminano del tutto 1922. In precedenza, i ricercatori sostituivano i dati mancanti con un valore principale, che non è sempre accurato. "I dati risultanti sono stati analizzati usando metodi pressoché tradizionali" ha dichiarato Ghil.

Per meglio riempire i vuoti, Ghil ed i colleghi hanno usato una forma avanzata di Analisi dello Spettro Singolare, che aiuta a separare i dati in componenti statistiche indipendenti che i ricercatori possono classificare in un trend. "Usando metodi di adattamento dei dati, stiamo effettivamente interrogando i dati in modo molto più intensivo" ha dichiarato Ghil.

"Hanno usato una tecnica di ricerca dei dati molto più avanzata e sofisticata dei ricercatori precedenti" ha dichiarato Matthew Lachniet, un paleoclimatologo dell´Università del Nevada, Las Vegas. Quel che lo ha colpito di questo studio, è stata la decisione di includere nei modelli non solo il livello alto delle acque, ma anche la differenza tra misurazioni maggiori e minori. "Non è comune, come solo guardare gli alti livelli" ha dichiarato Lachniet. "Credo sia un contributo interessante"

Una volta riempiti i vuoti, Ghil ed i suoi colleghi hanno scoperto cicli multipli nei livelli delle acque, che spaziavano sulla scala da due a 256 anni, che sostengono possa essere attribuito a diverse influenze conosciute, inclusa quella dell´Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO) dall´Oceano Pacifico. Ma il ciclo più sorprendente ha un periodo di sette anni, che Ghil ritiene sia dovuto ad un´influenza addizionale dall´Oscillazione del Nord Atlantico (NAO), la versione atlantica dell´ENSO del Pacifico.

Modelli della variabilità del Nord Atlantico del NAO – caratterizzati dai mutamenti nella pressione dell´aria e dalle rotte delle tempeste – mostrano che contribuirono ai percorsi del tempo in Europa, Medio Oriente, Asia centrale e Nord Africa Ma secondo Ghil, l´influenza probabilmente si estende ancora più a sud, fino alle sorgenti nell´Africa orientale del Fiume Nilo. Con i suoi colleghi hanno scoperto che il ciclo di sette anni è parallelo ad un noto picco di sette-otto anni in dati NEO registrati. "Compiere il collegamento con il Nord Atlantico non mi ha sorpreso" ha dichiarato Lachniet. "Il Nord Atlantico ha controllo dominante sul clima globale"

Ghil ha dichiarato che questa breve periodicità dell´ENSO è stata usata per predire il futuro dei livelli delle acque del Fiume Nilo, ma i cicli recentemente ricostruiti del NAO non sono ancora stati usati in questo senso. Il primo passo dovrebbe essere contattare il servizio ideologico in Egitto, Sudan ed Etiopia, e raccogliere almeno 30 o 40 anni di recenti dati del Nilo" ha spiegato Ghil. "Questo dovrebbe essere divertente".

Nella foto 1: Questo mosaico del periodo bizantino dal nord dell´Israele mostra un uomo che incide su un "nilometro" il più alto livello che il Nilo abbia raggiunto in quell´anno. La pittura ha ispirato i geoscienziato a rivisitare i dati storici del fiume, e colmare i vuoti, per rivelare un ciclo settennale. Fotografia di Yigal Feliks, per concessione dell´Autorità per i Parchi e la Natura di Israele

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