Si parla spesso di delfini e balene, anche di capodogli (seppur meno di frequente), ma delle orche non si parla quasi mai. Ma l'orca (Orcinus orca) è un mammifero marino che, al pari di altri cetacei, condivide con l'essere umano un'intelligenza sociale e una capacità di adattamento che ha pochi precedenti nel regno animale.
Un esempio recente della loro abilità predatoria e intelligenza tattica ci viene dato dalle orche che vivono al largo della Penisola Antartica. Sembrano andare particolarmente ghiotte di foche di Weddell, e hanno escogitato una tecnica del tutto particolare per catturare le loro prede preferite.
Le foche di Weddell (Leptonychotes weddellii) sono grosse foche dal pelo grigio che possono raggiungere i tre metri di lunghezza e i 600 kg di peso. Sebbene rappresentino solo il 15% della popolazione di foche nelle acque della Penisola Antartica, le orche compiono sforzi considerevoli per questa particolare specie di foca.
"Queste orche assassine identificano e attaccano quasi esclusivamente le foche di Weddell, sebbene rappresentino solo il 15% della popolazione di foche disponibile" dice Robert Pitman, del Southwest Fisheries Science Center alla National Oceanic and Atmospheric Administration.
Le orche hanno anche sviluppato una tecnica particolare per catturare queste foche. Dato che le prede spendono parte del loro tempo su banchi di ghiaccio (specialmente se vedono uno o più predatori in mare), le orche, singolarmente o in gruppo, spingono contro il banco di ghiaccio creando un'onda in grado di gettare le foche in mare, o di rompere il banco di ghiaccio in pezzi più piccoli è più vulnerabili ad un altro attacco di questo genere.
La tecnica sfrutta l'enorme peso dei cetacei, che raggiungono le 10 tonnelate. Immaginate sette orche assassine che in modo coordinato creano uno "tsunami" artificiale. E' sicuramente un sistema che richiede capacità di cooperazione e pianificazione notevoli, e il risultato è visibile nella foto sotto:
Una volta che le foche sono state spinte in mare, il gruppo di orche le isola emettendo bolle in acqua e causando turbolenze tramite la coda, per evitare che le prede possano rifugiarsi su un altro banco di ghiaccio.
La strategia delle orche è quella di far stancare, e infine affogare, le loro prede, afferrandole per le pinne per portarle in profondità.
Quando i resti della foca emergono dopo il banchetto subacqueo, i ricercatori hanno notato che i cetacei avevano meticolosamente scuoiato e smembrato la loro preda prima di cibarsene.
"I resti di foca che abbiamo esaminato da una delle uccisioni ci hanno fornito prove di una meticolosa lavorazione post-mortem della preda, che possiamo forse chiamare 'macellazione'" afferma Pitman.
In totale, il team di ricerca ha osservato 14 attacchi a foche di Weddell, 12 dei quali coinvolgevano fino a 7 orche che si coordinavano tra di loro per ottenere il meglio da questa tecnica di caccia. In media, le orche hanno creato ad ogni attacco portato a termine con successo quattro "onde killer" nell'arco di circa 30 minuti.
Il fatto che le orche generino onde killer non è nuovo per i biologi marini che dedicano la loro ricerca a questi animali. Era già stato osservato in passato nella Penisola Antartica, ma si credeva che potesse essere un comportamento isolato, e non una sorta di elemento che contraddistingue la particolare popolazione di orche studiata da Pitman.
Una cosa è certa: sappiamo ancora pochissimo sui mammiferi marini, che siano delfini, orche o foche. E ogni volta che otteniamo dati sulla loro vita quotidiana restiamo stupiti nel realizzare quanto siano simili a noi per intelligenza sociale e capacità di risolvere problemi complessi con soluzioni creative.
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