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23 Marzo 2011 MISTERO
Avvenire
Qumran: quanti errori su quei papiri
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Qumran: tutto sbagliato, tutto da rifa-re? L'esclamazione bartaliana viene alla mente non appena chiusa l'ulti-ma pagina dell'avvincente Qumran. Le rovine della luna (Edb, pp. 224, euro 21), testo che fin dal sottotitolo mette la pulce nell'orecchio: "Il monastero e gli esseni: u-na certezza o un'ipotesi?". Un libro in cui il giovane - ma accreditato: insegna esegesi a Vienna e Innsbruck - Simone Paganini smonta a suon di prove e documenti prati-camente tutto ciò che sapevamo (o crede-vamo di sapere...) sulla scoperta archeolo-gica più sensazionale del Novecento, so-prattutto per quanto riguarda la storia del cristianesimo. E - proprio perché si tratta di un testo divulgativo, che forse per la prima volta in Italia rende disponibili al grande pubblico i risultati della ricerca scientifica più recente sul celebre sito - le sorprese so-no davvero molte. Tentiamone un catalogo quanto mai essenziale.

A Qumran non abitavano gli esseni. Incredibile, no?

Finora pensavamo che la lo-calità a nord-ovest del Mar Morto, nei cui dintorni - a partire dal 1946 - prima i be-duini e poi gli archeologi hanno scoperto 11 grotte più o meno stipate di antichi manoscritti, fosse un monastero abitato appunto dagli esseni: setta rigorista ebraica che pra-ticava celibato, assoluta purezza rituale, non-violenza, comunione dei beni e povertà. Non è così: scavi recenti (i primi infatti, dal pun-to di vista scientifico, sono da dimenticare...) hanno appurato che l'insediamento aveva piuttosto caratteri dapprima di avamposto militare, quindi di centro per la fabbricazio-ne di vasi per uso sacerdotale, ma anche di produzione agricola e commercio, persino con un certo lusso (vedi le molte monete rin-venute) incompatibile con gli usi esseni.

Qumran non era nel deserto

Un caposaldo della teoria essena consiste nel fatto che (più o meno a partire dal 130 a.C.) la setta - alla quale talvolta è stato acco-munato Giovanni Battista - si era rifugiata nel deserto in polemica con la corrotta clas-se sacerdotale di Gerusalemme, in una sor-ta di eremitaggio esclusivamente maschile di preghiera e copiatura dei testi sacri; e que-sto fino al 68 d.C., allorché i romani distrussero il sito, provocando (per nostra fortuna) l'abbandono delle grotte con i manoscritti. Ma ormai è dimostrato che Qumran era tutt'altro che solitario, anzi stava all'interno di un trafficato reticolo di strade e - pur es-sendo un centro di meno di 100 abitanti - conserva un cimitero di oltre mille tombe; le quali peraltro conservano cadaveri non so-lo maschili, ma pure di donne e bambini.

I papiri non sono stati scritti a Qumran

Un po' strano, in un monastero dove si co-piavano intensamente libri, trovare soltanto tre calamai in pietra e nemmeno un pezzettino minimo di per-gamena... Eppure è succes-so a Qumran, nonostante vi si siano conservate discrete quantità di altri antichi ma-teriali organici. Finora si pensava che gli oltre mille rotoli del Mar Morto (660 so-no quelli i cui frammenti permettono un'identifica-zione) fossero una sorta di libreria segreta degli esseni, che avevano tra-scritto e sigillato in vasi i loro scritti sacri per conservarli dalla distruzione; e invece non solo i manoscritti appaiono quasi tutti co-piati da mani diverse (uno scrivano per ogni libro?!?), ma il loro contenuto riflette ten-denze culturali e teologiche diverse e persi-no contrastanti: come se provenissero da u-na biblioteca molto aggiornata (per esempio quella del Tempio di Gerusalemme), trasfe-rita in fretta per salvarla dalla distruzione.

Ma gli esseni, poi, sono esistiti davvero?

La cosa curiosa è che, nei manoscritti di Qumran, la parola "esseno"... non esiste pro-prio! Anzi, per la verità non sappiamo nep-pure quale fosse il termine ebraico per definire la setta, visto che le uniche notizie su di essa giunte fino a noi dipendono da Giu-seppe Flavio, dunque dal latino e dal greco. E c'è persino una seria studiosa israeliana secondo la quale gli esseni non sono mai e-sistiti, in quanto sarebbe impensabile che nel giudaismo del tempo di Cristo 4000 per-sone potessero impunemente negare - con la loro castità - il primo precetto biblico: "Crescete e moltiplicatevi".

A Qumran non c'è il testo del Vangelo...

Per i cattolici il frammento qumranico più importante è il famoso 7Q5, nel quale alcuni studiosi hanno identificato un versetto del Vangelo di Marco: fatto di importanza ca-pitale per retrodatare la composizione dei Vangeli, avvicinandola quindi alla morte di Cristo. Secondo Paganini però si tratta di u-na tesi insostenibile: sulle 20 lettere del frammento, solo 7 sono ricostruibili con si-curezza e sulle 1127 combinazioni possibi-li appena il 2% potrebbe avere relazione con Marco. Conclusione: "Sicuramente non ci troviamo davanti a un testo cristiano", ma probabilmente a una genealogia greca. Tut-tavia i rotoli del Mar Morto, composti qua-si tutti prima della nascita di Gesù, restano importantissimi per il cristianesimo in quanto consentono di ricostruire il clima culturale e religioso in cui visse il Nazareno.

...ma nemmeno il complotto del Vaticano

Negli anni Novanta, basandosi sui numero-si "pasticci" combinati dalle équipes di stu-diosi che da un quarantennio avevano il mo-nopolio sui rotoli di Qumran, si diffusero va-ri bestseller d'impostazione "complottista" a sfondo anti-cattolico. La tesi fondamenta-le era: i manoscritti del Mar Morto non ven-gono pubblicati perché rivelano una verità "alternativa" su Cristo e dunque il Vaticano li sta boicottando. Ma la teoria è inconsi-stente poiché - spiega Paganini - "il Vatica-no non ebbe mai in nessun momento a che vedere con l'opera di pubblicazione dei ma-noscritti ", che dal 1967 dipende dal gover-no israeliano. Eppure l'ipotesi "alla Dan Brown" resiste nella pubblicistica. Ma la storia dei ritrovamenti di Qum-ran è costellata da numerosi altri im-previsti incredibili, marchiani errori umani, ritardi ingiustificabili, esose contratta-zioni economiche (di numerosi frammenti non si conosce nemmeno l'esistenza perché sono finiti illegalmente in mani private), conflitti per-sonali e guerre vere e proprie tra nazioni... Mol-ti misteri sui rotoli sono dunque destinati a ri-manere tali, in quanto i dati che avrebbero po-tuto fornirci risposte sono irrimediabilmente perduti. Oggi comunque l'ipotesi più accredi-tata è quella che a Qumran abitassero alcune famiglie sacerdotali ebraiche, dedite alla fabbricazione di ceramica rituale "pura", e che proprio costoro avessero aiutato altri sacerdo-ti provenienti da Gerusalemme a nascondere la biblioteca del Tempio nelle grotte dei din-torni, fornendo loro anche le giare adatte per contenere i rotoli. Sarà così? "L'analisi dei ma-noscritti del Mar Morto - ammette Paganini - è appena agli inizi". E dunque...