Ricordate l'11 settembre 2001? In quel mese non ci fu soltanto il tristemente noto attentato alle Twin Towers, ma anche un attacco di natura biologica in cui 5 persone persero la vita e 22 furono infettate dal batterio dell'antrace.
Il 18 settembre 2001, alcune lettere contenenti spore di antrace furono recapitate in due ondate a due senatori democratici, Tom Daschle e Patrick Leahy, e ad alcune organizzazioni giornalistiche americane.
Le prime cinque lettere furono inviate alla ABC News, alla CBS, alla NBC, al New York Post e al National Enquirer, ma solo quella del New York Post e della NBC sono state ritrovate. Durante la seconda ondata, verificatasi circa tre settimane dopo, a ricevere le buste contenenti antrace furono i due senatori democratici.
Cinque persone morirono per inalazione diretta delle spore di antrace: Robert Stevens, grafico del Sun, un tabloid della Florida; due impiegati dell'ufficio postale di Brentwood (D.C.), Thomas Morris Jr. e Joseph Curseen; Kathy Nhuyen, immigrata vietnamita che lavorava a New York, e Ottilie Lundgren, giudice di Oxford, Connecticut. Altre 22 persone sviluppatono infezioni di antrace, e 11 di queste inalarono le spore della seconda ondata, più potenti di quelle della prima (circa un grammo di spore quasi pure per ogni lettera).
Durante le investigazioni del caso "Amerithrax" (così fu chiamato dall'FBI), i sospetti si concentrarono su Bruce Edwards Ivins, un microbiologo dello United States Army Medical Research Institute of Infectious Diseases di Fort Detrick, in Maryland. Ivins si suicidò nel luglio del 2008, ed è ufficialmente considerato l'unico responsabile per l'attentato con l'antrace.
Il ceppo del batterio Bacillus anthracis (ceppo "Ames") ritrovato all'interno delle buste è del tutto simile a un ceppo di laboratorio non comune in natura, e conservato al tempo anche nel laboratorio militare di Fort Detrick.
Gli investigatori dell'FBI hanno raccolto i campioni custoditi in quel laboratorio e in altri del Paese, oltre che esemplari del batterio presenti in natura in diverse regioni del mondo, e sono riusciti ad identificare la provenienza delle spore grazie all'aiuto dei ricercatori dell'Università del Maryland.
"L'FBI è stata molto attenta a tenerci nascosto ciò che non avevamo bisogno di sapere" dice Steven Salzberg, ricercatore dell'università. "Il nostro lavoro è stato quello di sequenziare quei genomi e dire all'FBI se ci fossero delle differenze e in quali campioni".
"C'erano quattro colonie isolate" continua Salzberg "con i loro marcatori genetici unici, che abbiamo trovato in un campione prelevato a Fort Detrick. Questi quattro differenti tipi di batteri erano in quel campione, e tutti e quattro sono stati ritrovati in tre delle lettere all'antrace. La possibilità che questo succeda per puro caso sono estremamente piccole. Può succedere solo se i campioni provengono dalla stessa fonte".
Il ceppo-sorgente (chiamata RMR-1029) apparterrebbe quindi al laboratorio del Maryland in cui lavorava Ivins, anche se l'accesso a quei campioni di antrace non era ristretto al solo ricercatore accusato dell'attentato. "Lo scopo dell'analisi microbica forense, in un'investigazione su chi sia responsabile e chi no di un reato, è quello di fornire un pezzo del puzzle" dice Schutzer, dell' Università di Medicina e Dentistica del New Jersey, e autore del libro Microbial Forensic. "La ricerca rappresente l'impegno degli scienziati nel fornire un solido elemento del puzzle".
Sebbene l'FBI abbia già concluso le sue indagini nel 2010, la National Academy of Science ha fatto notare che non esiste alcuna prova che sia tale in grado di collegare Ivins con l'antrace delle lettere. Il ceppo Ames del batterio è custodito anche in altri laboratori militari americani, e non c'è alcun collegamento diretto tra le spore delle lettere e il laboratorio di Ivins.
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