Quante volte mi sono ritrovato ad immaginare la possibilità di vita su altri pianeti, su mondi lontani che orbitano attorno a stelle simili o completamente differenti dalla nostra. E' una possibilità che, al giorno d'oggi e col ritmo a cui scopriamo sempre nuovi pianeti, va costantemente tenuta in considerazione, e che di certo fa volare con la fantasia.
La vita potrebbe avere origine non solo su un pianeta, ma anche su una delle sue lune, possibilità costantemente rilanciata dagli ultimi anni di scoperte astronomiche sui satelliti naturali del nostro sistema solare, come Europa e Encelado.
Ma che dire di pianeti strappati alle loro orbite e lanciati senza meta nello spazio cosmico, lontano dalle loro stelle? Anche questi pianeti erranti potrebbero fornire un ambiente ospitale alla vita. "Serve soltanto una copertura abbastanza spessa" dice Eric Switzer, cosmologo dell'Università di Chicago.
Lo studio di Switzer è iniziato con la proposta di un collega di immaginare cosa ne sarebbe stato della Terra se il sole si fosse spento. Le conclusioni di Switzer sono che il nostro pianeta avrebbe bisogno di una copertura di ghiaccio spessa 15 chilometri per trattenere il calore generato dal decadimento naturale di elementi radioattivi come il Potassio-40, l'Uranio-238 e il Torio-232, e per conservare l'energia residua della formazione planetaria.
Anche senza una stella, un pianeta potrebbe quindi rimanere caldo per un periodo sufficiente di tempo a fornire condizioni biologicamente favorevoli allo sviluppo della vita. La copertura di ghiaccio, nel caso della Terra, potrebbe anche essere più sottile se ci fosse anche uno strato di gas atmosferico congelato, come anidride carbonica.
"Si potrebbe avere una configurazione simile a questa, e occorrerebbero 10 miliardi di anni perchè tutti gli oceani si congelino" spiega Dorian Abbot, dell'Università di Chicago.
Quale tipo di vita possa ipoteticamente sorgere da un mondo di questo tipo è difficile da immaginare. Ma alcuni indizi potrebbero nascondersi nelle lune di Giove e di Saturno, che per certi versi sono molto simili allo scenario immaginato da Switzer, specialmente Encelado. "E' un possibile habitat" dice Abbot. "Ci sono sufficienti sorgenti di energia, c'è acqua, e ci sono composti chimici che potrebbero servire alla vita per emergere".
L'idea di pianeti erranti non è nuova, e non è nemmeno da considerarsi come uno scenario insolito. "I calcoli sulla formazione di sistemi planetari suggeriscono che ci siano molti pianeti espulsi [dalle loro orbite] in questo modo, circa uno o due per ogni sistema".
Anche il nostro sistema solare potrebbe aver ospitato pianeti che sono poi sfuggiti all'attrazione gravitazionale del sole. "E' probabile che sia successo, ma non abbiamo alcuna prova per questo, chiaramente".
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